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RISONANZA MAGNETICA DELL'APPARATO MUSCOLO-SCHELETRICO RM ORTO-CLINO

Monetti G.,

Timeo 2011,

274 pagg.

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Timeo 2011


Introduzione

 

L’indagine di risonanza magnetica effettuata in clino ed ortostasi, consente innumerevoli valutazioni di natura funzionale a livello di svariati distretti. L’impiego di tale metodica nello studio del rachide, sia nel tratto cervicale che in particolare lombo-sacrale, permette di evidenziare sovente una evidente accentuazione delle problematiche di assetto, in particolare riferite a antero e retro listesi e alla presenza di ernie discali. In svariati casi peraltro detta metodica risulta in grado di ridimensionare quadri che all’indagine clinostatica verrebbero sospettati come positivi. Un ulteriore utilizzo di detta metodica, ovviamente su pazienti selezionati, viene effettuata in inversione del rachide a circa 60° gradi di ribaltamento, onde potere effettuare studi del tratto lombo-sacrale in completo scarico. Utilissimo risulta l’impiego di detta metodica nello studio delle patologie dell’arto inferiore, con particolare riferimento agli impingement femoro-acetabolari (cam + pincer) dell’anca, e soprattutto nelle instabilità di tipo capsulo legamentoso del ginocchio (crociato anteriore e posteriore), alle lesioni meniscali instabili, ed alle lesioni osteocondrali. L’impiego di detta metodica a livello dell’articolazione della caviglia e del piede, consente spesso di evidenziare ed accentuare i vari tipi di impingement, nonché di dimostrare funzionalmente le diverse instabilità capsulo legamentose. Di notevole ausilio è l’utilizzo nelle patologie riguardanti la fascia plantare e le metatarsalgie, con particolare riferimento alla sindrome di Morton. Vantaggi non indifferenti vengono apportati da tale metodica nello studio in stress dell’arto superiore, fornendo al paziente un peso che varia dai 3 ai 5 Kg. nello studio della spalla, del gomito e del polso. A livello dell’articolazione della spalla in particolare, gli effetti meccanici dello stress in carico consentono brillanti diagnosi in particolare nelle lesioni capsulo legamentose e dei cercini fibrocartilaginei, come può essere la Slap-lesion. Utilissime risultano infine le manovre dinamiche in flessione ed estensione ed in deviazione radiale ed ulnare a livello del gomito e soprattutto del polso, ai fini di corrette diagnosi capsulo legamentose e del complesso fibrocartilagineo triangolare.

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